Garante emana provvedimento di autorizzazione per il trattamento con l’App Immuni

Con riferimento al trattamento di dati personali effettuato attraverso il Sistema di allerta Covid-19 App Immuni, il Garante, con provvedimento n. 95 del 1 giugno 2020, ha autorizzato

 “ai sensi e per gli effetti degli artt. 36, § 5, e 58, § 3, lett. c), del Regolamento e dell’art. 2-quinquiesdecies del Codice, (…) il Ministero della salute ad avviare il trattamento relativo al Sistema di allerta Covid-19 di cui all’art. 6 del d.l. 30 aprile 2020, n. 20, nel rispetto delle seguenti prescrizioni:

1) indicare puntualmente nella valutazione d’impatto, l’algoritmo, basato su criteri epidemiologici di rischio e modelli probabilistici, aggiornandolo costantemente, specificando i parametri di configurazione impiegati e le assunzioni effettuate, rendendolo disponibile alla comunità scientifica (§2);

2) informare adeguatamente gli utenti in ordine alla possibilità che l’app generi notifiche di esposizione che non sempre riflettono un’effettiva condizione di rischio, in ragione della possibilità di contatto con persone positive al Covid-19 a causa della propria attività lavorativa, in condizioni tuttavia caratterizzate da un adeguato grado di protezione (§2);

3) consentire agli utenti dell’app di disattivarla temporaneamente attraverso una funzione facilmente accessibile nella schermata principale, informando di tale facoltà attraverso le infografiche visualizzate all’atto dell’istallazione dell’applicazione (§ 2);

4) individuare modalità adeguate a proteggere gli analytics nel backend di Immuni, evitandone ogni forma di riassociazione a soggetti identificabili, adottando altresì idonee misure di sicurezza e tecniche di anonimizzazione, da individuarsi in ragione delle specifiche finalità in concreto perseguite, nel rispetto dei principi di privacy by design e by default (§3);

5) precisare, nel modello di informativa, la descrizione delle operazioni effettuate con riferimento agli analytics di tipo Epidemiological Info e dei dati personali raccolti in relazione alle diverse categorie di interessati (§ 4.1);

6) dedicare particolare attenzione all’informativa e al messaggio di allerta tenendo conto del fatto che è previsto l’uso del Sistema anche da parte di minori ultra quattordicenni (§ 4.1);

7) fornire adeguate informazioni agli utenti in relazione alle caratteristiche della fase di sperimentazione (§ 4.1 e 8);

8) integrare la valutazione d’impatto e l’informativa in relazione alle modalità di esercizio del diritto di cancellazione e di opposizione (§ 4.2);

9) integrare, sulla base del principio di responsabilizzazione, la valutazione d’impatto con la descrizione del ruolo e delle operazioni ascrivibili ad altri soggetti lì citati o suscettibili, comunque, di coinvolgimento nel Sistema Immuni, evidenziando la sussistenza di eventuali rischi per gli interessati i cui dati siano trattati dal sistema (§ 6);

10) commisurare i tempi di conservazione degli indirizzi ip, per i fini e nei termini richiamati, nella misura strettamente necessaria al rilevamento di anomalie e di attacchi (§ 7.3);

11) introdurre misure volte ad assicurare il tracciamento delle operazioni compiute dagli amministratori di sistema sui sistemi operativi, sulla rete e sulle basi dati (§ 7.3);

12) adottare misure tecniche e organizzative per mitigare i rischi derivanti dall’upload di TEK non riferite a soggetti positivi a seguito di eventuali errori materiali o diagnostici (§ 7.3);

b) ai sensi e per gli effetti dell’art. 157 del Codice, richiede al Ministero della salute di comunicare quali iniziative siano state intraprese al fine di dare attuazione a quanto previsto nel presente provvedimento, entro il termine di 30 giorni dalla data della ricezione del presente provvedimento.

(…)”.

ENISA e valutazione di impatto (PIA)

L’ENISA (European Union Agency for Cybersecurity) ha fornito un interessante contributo per agevolare gli adempimenti in materia di protezione dei dati personali, soprattutto per le PMI.

Ha offerto, quale esito di un lavoro a cui ha preso parte anche il ns. Garante per la protezione dei dati personali, uno strumento online per la valutazione della sicurezza dei dati personali, utile sia ex art. 32 GDPR che per la valutazione di impatto ex art. 35 GDPR (On-line tool for the security of personal data processing).

Nell’ambito di tale strumento sono stati resi disponibili le seguenti risorse:

  1. uno strumento per la valutazione di impatto, basato sull’analisi dei rischi [ Evaluating the level of risk for a personal data processing operation ]
  2. uno strumento di self assessment concernente le misure di sicurezza implementate [ (Self)assessing the implemented security measures ]
  3. Una breve sintesi della metodologia applicata [Overview of the Methodology]
  4. Alcuni studi significativi in materia [Relevant ENISA studies]

Provvedimenti del Garante in tema di fatturazione elettronica

Il Garante ha emanato due provvedimenti in materia di fatturazione elettronica:

1) Provv. 15 novembre 2018 n. 481, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, ove si affrontano i seguenti aspetti:

1. La fatturazione elettronica; 2. La mancata consultazione del Garante; 3. Dati personali presenti nelle fatture elettroniche; 4. Messa a disposizione delle fatture sul portale dell’Agenzia; 5. Ruolo assunto dagli intermediari e dagli altri soggetti operanti nell’ambito della fatturazione elettronica; 6. Criticità ulteriori:  canali di trasmissione delle fatture elettroniche, intermediari e servizio di conservazione delle fatture da parte dell’Agenzia delle entrate;

2) Provv. 20 dicembre 2018 n. 511, ove si affrontano i seguenti aspetti:

1. Proporzionalità della memorizzazione dei dati personali presenti nelle fatture elettroniche; 2. Le fatturazioni elettroniche emesse dalle strutture sanitarie; 3. Sicurezza del trattamento; 4. Servizio di conservazione delle fatture elettroniche; 5. La valutazione di impatto sulla protezione dei dati; 6. Ruolo assunto dagli intermediari e dagli altri soggetti operanti nell’ambito della fatturazione elettronica.